3 ragioni per cui le tasse sulle criptovalute sono ridicole

3 ragioni per cui le tasse sulle criptovalute sono ridicole

29/03/2018 0 Di admin

Oggi parliamo di una questione un po’ spinosa: le tasse sulle criptovalute! Prima di continuare la lettura e’ doveroso precisare che quelle che seguono sono opinioni personali di chi vi scrive e non vogliono essere inviti o sollecitazioni a commettere reati fiscali o tributari.

Nonostante molti governi come quello degli Stati Uniti non sono pronti a riconoscere la valuta virtuale come moneta a corso legale, si rendono conto che ci sono profitti da realizzare attorno alle criptocurrency. La tassazione delle criptovalute è stata una delle motivazioni alla base del progetto di riforma fiscale che è stato approvato dal Congresso degli Stati Uniti nel dicembre 2017.

Il disegno di legge ha chiuso la scappatoia che faceva si di poter non pagare le tasse sulle criptovalute facendo operazioni di compravendita tra una cripto e l’altra senza passare da valuta fiat. Secondo le nuove leggi statunitensi, tutte le transazioni crittografiche possono ora essere tassate. Sperando che la posizione del governo USA non faccia da scuola anche da noi diamo un’occhiata a tre motivi per cui le tasse sulle criptovalute sono semplicemente ridicole.

  • Compilare una dichiarazione dei redditi è molto difficile

Molti traders di criptomonete hanno utilizzato diversi exchange e wallet e nel processo hanno accumulato un discreto volume di scambi. Secondo le leggi fiscali, ciò significa monitorare e valutare ogni singola transazione. Poi bisogna determinare con esatezza il prezzo di acquisto ed il guadagno. Con una elevata volatilità dei prezzi per le criptovalute ciò crea seri problemi di contabilità per qualsiasi trader che abbia utilizzato le cripto per le transazioni quotidiane.

Questo problema viene persino amplificato quando si considerano le aziende che accettano pagamenti in criptomonete.

  • La tasse sulle criptovalute potrebbero frenare l’innovazione

Se i governi vanno avanti e implementano la tasse sulle criptovalute, questa forma di tracciamento e segnalazione di tutte le transazioni scoraggerà i potenziali investitori dall’effettuare il prossimo investimento in una moneta o ICO. Ciò limiterà il denaro raccolto dagli innovatori e dalle aziende che si basano su blockchain. A sua volta, questo soffocherà un settore che nel futuro sarà la spina dorsale futura dell’economia globale.

Per quanto la tassazione sia importante, l’applicazione del quadro normativo che viene utilizzato sull’infrastruttura finanziaria tradizionale non funzionerà per l’innovativa industria delle cripto e della blockchain.

  • Non esistono le negoziazioni dirette

C’è sempre un intervallo di tempo tra l’acquisto di una moneta come bitcoin o Ethereum con denaro fisico e poi fare un trading o uno scambio con l’altcoin di scelta. Se il prezzo della moneta aumenta, ad esempio, nel frattempo, questo cambiamento di valore è tassabile.

I governi dovranno davvero trovare una soluzione praticabile se devono tassare le criptovalute. Applicare un sistema di tassazione già obsoleto su un qualcosa di davvero innovativo come cripto e blockchain è come provare a forzare un piolo quadrato per adattarlo ad un foro circolare.

Opinioni tecniche dal punto di vista tributario sulla questione vengono espresse dal Dott. Luca Ferrini nei suoi video inerenti la fiscalita’ ed il bitcoin come questo qui  ed altri sulla stessa tematica che potete trovare sul suo canale Youtube Difensore Tributario.

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