Cosa sono le stablecoins

Cosa sono le stablecoins

17/08/2018 0 Di Aladino

Se mi leggi è evidente che molto probabilmente hai delle criptovalute nel tuo wallet. Ma hai mai provato realmente a spenderle in beni e servizi senza pensarci due volte? Non ne sono così sicuro che tu lo abbia fatto!

La motivazione è semplice e si riassume tutta nella estrema volatilità di cui ancora soffrono molte criptovalute. Vedere salti nel loro valore del 20 o 30 per cento nel giro di poche ore è cosa assai frequente… purtroppo….

Questo frena la diffusione delle criptomonete sia per chi vorrebbe usarle come sistema di pagamento nella vita quotidiana e sia per chi decide di accettarle nel proprio negozio o nella propria attività d’impresa. Nonostante non manchino validi motivi per utilizzarle mi rendo conto che il rischio di vedersi il valore sceso di parecchio è ancora troppo alto per passarci sopra…

Ma esiste una alternativa a tutto questo? Abbiamo bisogno di qualcosa di stabile come valore e forse la soluzione ce la potrebbero fornire, almeno in questo momento di passaggio e di attesa della grande diffusione nell’adozione delle criptovalute, le cosidette Stablecoins! Vediamo di cosa si tratta…. 

Cosa sono le Stablecoins?

Le Stablecoin sono un interessante tipo di criptovalute che, come si intuisce dal nome stesso, sono stabili essendo agganciate a beni reali di cui è facile determinare il valore. Tra questi quindi troviamo le valute fiat (USD, EUR, CNY o JPY) oppure a volte persino a beni o materie prime oro o petrolio. Questo ancoraggio fa in modo da mantenere il loro valore stabile a differenza di criptovalute, o altre altcoins, che variano il proprio valore in continuazione rispetto al dollaro o all’euro.

Si potrebbe pensare che quindi le stablecoins non siano effettivamente delle criptovalute o dei token crittografici mentre in realtà anche le stablecoins nascono poggiandosi su una blockchain.

Confuso? Si, probabilmente sei confuso perchè sembra una contraddizione

La differenza con le altre cripto è che le stablecoins hanno un valore stabile o con minime variazioni.

Le stablecoin sono in genere legate a qualche istituzione centrale come un governo, una banca, o una sorta di qualche multinazionale. Tuttavia anche le stablecoin dipendono principalmente dalla crittografia e dai controlli che si fanno per assicurarsi che l’attività sottostante sia effettivamente presente come dove deve essere. 

Le Stablecoins sono accessibili in tutto il mondo e non sono controllati dalle giurisdizioni, ma per farle funzionare hanno bisogno di controlli KYC (know your customer – l’identificazione del titolare delle somme detenute o dei conti dove sono custodite), il che può renderle indirettamente non supportate in alcune giurisdizioni. (Ne parlerò in dettaglio più avanti nell’articolo).

Importanza delle Stablecoins nella criptosfera

Le Stablecoins, come ho detto prima, sono relativamente stabili e si comportano in maniera similare alle valute tradizionali.

Mettiamo per esempio che sei un commerciante, e hai ricevuto una criptovaluta in cambio dei beni che hai venduto per un controvalore di 50 euro. Diciamo anche che la criptomonete che hai accettato si deprezza domani del 20% e ora il tuo controvalore in valuta fiat non è più di 50 ma di 40 euro.

E’ decisamente un rischio che non puoi prenderti.

Facciamo anche l’esempio dall’altra parte: sei un cliente che ha pagato in criptovaluta e la transazione è stata confermata al commerciante, il prezzo della cripto è aumentato nel mentre che facevi la transazione, o poco dopo, del 20%. Ora, potresti avere la sensazione che ti sarebbe bastato aspettare qualche minuto o poco più per pagare al commerciante un po’ meno di quello che effettivamente gli hi dato.

E’ decisamente una sensazione fastidiosa.  

Ovviamente non sto dicendo che le criptovalute non sono adatte ad essere usate nel commercio, anzi ho in passato elencato vari motivi per cui devi accettare criptomonete nel tuo negozio o azienda. Il punto su cui mi soffermo è che non viene percepita una esperienza piacevole nell’aver concluso un accordo (sia per l’acquirente e sia per il venditore) se il valore della cripto usata cambia repentinamente.

Quindi avere una stablecoin  che agisce in modo molto simile a una valuta fiat dà alle parti la pace mentale di spendere e ricevere criptovalute in tutta tranquillità.

Ma questo è il lato positivo, purtroppo ce ne sono di negativi ma ci arrivo a parlarne tra un po’. Prima vediamo quali sono le differenti tipologie di stablecoins.

Tipi di stablecoins

Ci sono tre tipi di stablecoins e sono i seguenti: 

  • Stablecoin con collaterale in valuta fiat

Questo tipo di stablecoin hanno il cosidetto sottostante o collaterale, letteralmente la riserva di valore, in valute fiat come USD, EUR, ecc.

  • Stablecoins con collaterale in cripto

Le Stablecoin cripto-collateralizzate sono quelle che sono supportati da altre riserve di criptovalute. Significa semplicemente che una riserva di criptovalute rappresenta la stabilità dei prezzi raggiunta da quella particolare stablecoin. Questo metodo di stabilizzazione è altamente pericoloso e funziona solo in una situazione di mercato non troppo turbolento. Questo sistema inoltre, non è stato completamente testato dai mercati.

  • Stablecoins non collateralizzati

I non collateralizzati, come suggerisce il nome, sono stablecoins che non sono supportati da nulla, ma la loro offerta è governata in modo algoritmico da smart contracts che continuano a espandersi o contrarsi per mantenere il prezzo stabile.

Stablecoins: vantaggi e svantaggi

Le Stablecoins hanno i propri pro e contro. E a mio parere, i contro sono ancora troppi rispetto ai pro ma io ve li elenco e poi decidete voi. 

Vantaggi

1. Assicurano stabilità di valore nel mentre che le parti si accordano.

2. Favoriscono tranquillità durante la transazioni.

3. Facilmente riconvertibili in denaro liquido per commercianti e investitori anche in una situazione di ribasso del mercato.

4. Riparano dal rischio di volatilità selvaggia.

Svantaggi

1. Quantità manipolabile di Stablecoin e possibile manipolazione del mercato crittografico come nel caso dell’USDT.

2. Possono incorrere in un problema di non essere realmente sostenuti da alcuna risorsa.

3. Tendono ad essere più centralizzate avendo un qualcuno che li controlla.

4. Hanno anche storicamente variato il valore fino a (+/-) 10%.

5. Tutti e tre i tipi si imbattono nel problema dell’oracolo che è irrisolvibile fino ad ora. 

Nota: ne parlerò prossimamente, ma gli oracoli sono terze parti che forniscono determinate informazioni agli smart contracts che in base a queste possono compiere o meno determinate azioni. Il problema è che l’oracolo che fornisce i dati richiesti, è spesso una struttura, entità, istituzione o quello che sia, di tipo tradizionale e completamente centralizzato che quindi potrebbe non fornire dati veritieri o appositamente falsati per influenzare l’azione stessa dello smart contract.

Stablecoins: qualche considerazione finale

Questo articolo è ovviamente solo una breve introduzione a questo concetto. Al momento il più famoso stablecoins è decisamente il Tether Dollar (USDT), una criptovluta il cui collaterale è il dollaro americano. Questa criptovaluta è stata oggetto di parecchie critiche principalmente mosse dai dubbi sull’effettiva esistenza del controvalore in dollari. 

A mio modesto parere, le stablecoins sono utili solo quando sono stabili e implementate con controlli rigorosi. Questi audit dovrebbero essere decentralizzati in qualche modo se non vogliamo creare una confusione come il caso dell’USDT. Tornerò a parlare delle stablecoin prossimmente elencandovi quelli al momento presenti sul mercato e le loro caratteristiche peculiari!

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